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Il volume raccoglie con ampiezza e dovizia materiale intorno all’impresa
milanese di Corrado Ricci, lo storico dell’arte, già “rivale” di Adolfo
Venturi, che ai primi del Novecento, in qualità di direttore, riordinò, o
meglio rivoluzionò nell’assetto spaziale, la Pinacoteca di Brera.
Nomi milanesi come quello di Camillo Boito, Luigi
Cavenaghi, Gustavo Frizzoni, Malaguzzi Valeri, Giovanni Beltrami, Virginio
Muzio, Ettore Modigliani, per tacere d’altri che si raccolsero nella seconda
grande impresa milanese del Ricci dello stesso periodo come la fondazione della
rivista Rassegna d’Arte, ricorrono costantemente fino a dare il titolo
a singoli e specifici capitoli.
E tuttavia una figura milanese è stata, più delle
altre, tenuta come costante riferimento: quella dell’architetto Luca Beltrami
all’epoca autorevole nume tutelare della città e imprescindibile
interlocutore.
Risuonano, inoltre, e
fortemente, per il caso parallelo e quasi coevo della Pinacoteca di Napoli, i
nomi di Benedetto Croce e Adolfo Venturi, qui riuniti e provati da un duro
confronto; caso quello di Napoli che fa da singolare sfondo alla vicenda
milanese del Ricci.
“Colori locali” dunque che caratterizzano in maniera
vivida e coinvolgente, attraverso la narrazione di fatti e la descrizione di
persone, uno dei periodi più stimolanti circa il dibattito su indirizzo, storia
e destino dell’arte in Italia, dove la figura del Ricci, storico dell’arte,
proprio di fronte a Beltrami, architetto, si presenta come un tramite
eccezionale per il passaggio del concetto stesso di colore dalla pittura in
architettura.
A proposito di Corrado Ricci, nella prefazione Amedeo Bellini, Professore
Ordinario di Teoria e Storia del restauro, Direttore della Scuola di
specializzazione in “Restauro dei Monumenti” al Politecnico di Milano,
scrive:
I contributi [di Corrado Ricci]
non sono mai trascurabili, dimostrano una sensibilità e
una ricchezza di riferimenti che non sono frequenti. Un’attitudine che informa
anche l’opera di direttore generale per le antichità e le belle arti svolta
con notevoli capacità organizzative e con quella dedizione agli interessi
dell’amministrazione che persino Beltrami gli riconosce quando formula un
parere, tutt’altro che esente da asprezze, destinato a chi doveva decidere
della nomina di Ricci all’alta carica. Egli dunque meritava la fatica
appassionata di Lorenzo Balestri che ci offre molti documenti da cui trae un
racconto dei fatti ed ipotesi interpretative attendibili, suggestive e complesse
valutazioni che pongono punti fermi e le basi per nuove prospettive di
discussione”.
L’autore dell’opera, Lorenzo Balestri, nato a Cesena nel 1967, si è
laureato in Architettura, con indirizzo di tutela, al Politecnico di Milano. Si
occupa di restauro architettonico con particolare riguardo agli aspetti
storico-critici.
Per contatti: lorenzo.balestri@gmail.com
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