Vittoria Aganoor Pompilj - Nuove Liriche (a cura di John Butcher)

      VISIONE

Tragicamente protesa dal suo

trono di nero marmo, alto nell’ombra

dei padiglioni d’oro, ella con occhio

di belva, guarda gli ammassati schiavi

giù nella polve: i sudditi ribelli

tratti là, come incatenata gregge

da scannatoio.

                      Un uomo in man solleva

un’ascia, – una d’acciaio smisurata

lamina che balena al rosso lume

del vespero – e par chieda: «Quali?»

                                                      Intorno,

sul piano, sulle rupi e sull’eccelso

trono, par piova sangue.

                                     Ecco, le labbra

della sovrana un fremito percorre

che non è di pietà: novera in fretta

i morituri. E finalmente al cenno

di colui che la interroga, improvvisa

sorgendo, e aperta la sua man vibrante

e violenta al gesto che discaccia

ogni preghiera, con voce che l’odio

fa roca, ella risponde avida: «Tutti!»

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