SAGGI  STORICI

 

Vittoria Aganoor Lettere d’amicizia a Marina Sprea Baroni Semitecolo (1881-1909)

A cura di Ornella Pittarello

Le Lettere d’amicizia di Vittoria Aganoor a Marina Sprea Baroni Semitecolo, scritte col cuore, senza paura di mettere a nudo la più intima disposizione d’animo e con la consapevolezza di essere di volta in volta compresa o redarguita, criticata o esortata, ma sempre con l’imparzialità e il disinteresse di chi vuole unicamente il bene dell’altra, sono l’espressione più confidenziale ed intima di un sentimento profondamente radicato e nello stesso tempo un importante documento storico dei rapporti tra due aristocratiche signore sul  finire dell’Ottocento e nei primi del Novecento. Vittoria e Marina  due donne, due generazioni e una grande amicizia per la vita.

 

John Butcher  - Una leggenda eterna - Vita e poesia di Vittoria Aganoor Pompilj

Un avvincente viaggio attraverso la vita e la poesia di Vittoria Aganoor Pompilj, una delle voci più persuasive della lirica europea ottocentesca. Prima l’infanzia e l’adolescenza vissute a Padova in una sorta di sogno orientale, tra le antiche mura della cosiddetta «Casa degli Armeni». Poi un decennio volato via sulle colline di Napoli, tutto imbevuto di sole, di mare, d’allegria e d’amore. Poi ancora il ritorno nel Veneto, nuovi amori, nuove sofferenze, e infine un brillante matrimonio con Guido Pompilj, matrimonio che doveva indurre la poetessa a scambiare l’amato Veneto per un’altrettanto amata Umbria e l’ammaliante capoluogo regionale: Perugia.

Ecco quindi un agile volume che narra la vita di una donna d’eccezione, di una delle vere protagoniste della diaspora armena, tratteggiando un’esistenza profondamente umana che si sarebbe intrecciata con quella di alcuni dei principali scrittori della letteratura italiana tra Otto e Novecento (Antonio Fogazzaro, Salvatore Di Giacomo, Giacomo Zanella, Enrico Nencioni e altri). Un libro originale, arricchito da molti documenti inediti, che rievoca l’avventura di una donna più unica che rara e, allo stesso tempo, con tono affabile e tutt’altro che accademico, il cammino di una vena poetica destinata a dettare alcune delle pagine più struggenti e musicali tra Italia umbertina e belle époque.

 

Lucia Ciani - Aganoor la brezza e il vento  Corrispondenza di Vittoria Aganoor e Guido Pompilj

Le lettere ritrovate di Vittoria Aganoor a Guido Pompilj sono soltanto una delle caratteristiche che rendono quest'opera di Lucia Ciani d'importanza fondamentale per la conoscenza e la comprensione di Vittoria Aganoor, ancor più come donna che come poetessa. Con la metafora della brezza e il vento, Lucia Ciani ci racconta la vita di Vittoria dapprima analizzata nel suo ambito familiare e poi descritta da lei stessa al fianco del marito Guido, attraverso le lettere. Una corrispondenza ritrovata che Guido avrebbe voluto fosse distrutta dopo la loro morte, e che ci riporta invece la testimonianza viva di un amore che li volle uniti fino all'estremo passo della loro esistenza.

 

 

Francesco Cimmino - Idillio di un anno, lettere a Vittoria Aganoor 

a cura di Pietro Cimmino Gibellini

Idillio di un anno è il titolo che il poeta Francesco Cimmino diede a dodici sue liriche, intitolate ai mesi dell'anno. Le liriche furono composte nell'anno 1900, durante e dopo la breve ma intensa relazione sentimentale di Francesco Cimmino con Vittoria Aganoor.

La giusta chiave di lettura e d'interpretazione di queste liriche è  fornita, attraverso le pagine che seguono, dall'appassionata corrispondenza che  Vittoria Aganoor e Francesco Cimmino si scambiarono tra  il maggio e l'ottobre del 1900.

 

 

Pietro Cimmino Gibellini - Francesco Cimmino, un poeta napoletano tra '800 e '900

Prefazione: Raffaele Giglio

La biografia di Francesco Cimmino (1862-1939), poliedrica ed affascinante personalità dell'elite culturale napoletana di fine secolo decimonono, attraverso una lunga ricerca archivistica su documenti inediti, giornali, carteggi, fotografie, compiuta con grande passione dal nipote Pietro.  Un interessante spaccato della belle époque napoletana, dei suoi salotti aristocratici, delle dotte conferenze, degli eventi musicali e culturali, raccontato dai carteggi e dai documenti originali dell’epoca. La vita di Cimmino s’intreccia con quella di altre personalità di spicco di quel tempo, nei vari settori della cultura, della poesia, del teatro, della musica, della letteratura; tra questi: Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Antonio Fogazzaro, Vittoria Aganoor. Al centro del volume sono inserite 32 pagine di foto, molte della quali rare ed inedite, provenienti dall'archivio Cimmino. La biografia è preceduta da una prefazione di Raffaele Giglio, ordinario di Letteratura italiana dell'Università degli studi di Napoli "Federico II".

 

 

John Butcher - La Roma di Domenico Gnoli

L’attività poliedrica di Domenico Gnoli respinge con risolutezza ogni tentativo di ingabbiamento in un’unica categoria. Come poeta – dietro gli pseudonimi di Dario Gaddi e Giulio Orsini nonché con il proprio nome – Domenico Gnoli ha rivoluzionato il verso tradizionale, occupando un posto di primissimo piano sulla scena letteraria tra Otto e Novecento. Come storico, ha lasciato alcune delle pagine più intense e suadenti sul Rinascimento italiano. Come critico dell’arte, i suoi meriti di vero e proprio pioniere attendono ancora una valutazione adeguata. Caposaldo della sterminata produzione gnoliana, punto fermo di un’intera esistenza, è stata la città d’origine: Roma. Questo libro propone un’indagine originale sul rapporto tra un uomo e la sua città, tra Domenico Gnoli e Roma. Numerosi gli argomenti toccati, dalle chiese romane al secolo di Leone X, da Bramante e Raffaello a Goethe e Belli, dall’Accademia dell’Arcadia alla cosiddetta Scuola romana e oltre. Si segue la via Appia sino alla tomba di Cecilia Metella. Per poi tornare alla Città Eterna e alla Breccia di porta Pia, tappa culminante del Risorgimento nazionale e ultimo respiro nella storia secolare della Roma papale. Il percorso urbano termina in alto, dal colle imperiale del Palatino.

 

 

Paola Novara - Pel bene dei nostri monumenti, Odoardo Gardella - Archeologia e antichità locali nella Ravenna dell'Ottocento

Fra i personaggi ai quali maggiormente dobbiamo gratitudine se sono giunti a noi molti edifici di culto ravennati costruiti in antico e sopravvissuti sino al XIX secolo, è da annoverare Odoardo Gardella. Negli anni in cui operò Odoardo Gardella, le discipline dell’archeologia e della tutela degli edifici monumentali ebbero la loro fase di elaborazione. In quei campi, Gardella fu un cultore autodidatta che, forse senza essere del tutto consapevole del ruolo fondamentale giocato in un momento cruciale, diede il via alla interpretazione dell’architettura e della produzione artistica ravennate secondo criteri moderni che si allontanavano dagli atteggiamenti accademici tenuti nei modi e nell’involuzione concettuale sino a quel momento da alcuni rappresentanti ufficiali della cultura locale. Non fu esente da errori, ma egli capì l’importanza fondamentale dell’analisi del sopravvissuto e dell’approccio da tenersi in ambito di scavo più di ogni altro a Ravenna prima di lui e contemporaneamente a lui.

 

Lorenzo Balestri - IL COLORE DI MILANO Gli anni di Corrado Ricci alla Pinacoteca di Brera

Il volume raccoglie con ampiezza e dovizia materiale intorno all’impresa milanese di Corrado Ricci, lo storico dell’arte, già “rivale” di Adolfo Venturi, che ai primi del Novecento, in qualità di direttore, riordinò, o meglio rivoluzionò nell’assetto spaziale, la Pinacoteca di Brera. Nomi milanesi come quello di Camillo Boito, Luigi Cavenaghi, Gustavo Frizzoni, Malaguzzi Valeri, Giovanni Beltrami, Virginio Muzio, Ettore Modigliani, per tacere d’altri che si raccolsero nella seconda grande impresa milanese del Ricci dello stesso periodo come la fondazione della rivista Rassegna d’Arte, ricorrono costantemente fino a dare il titolo a singoli e specifici capitoli. 

Risuonano, inoltre, e fortemente, per il caso parallelo e quasi coevo della Pinacoteca di Napoli, i nomi di Benedetto Croce e Adolfo Venturi, qui riuniti e provati da un duro confronto; caso quello di Napoli che fa da singolare sfondo alla vicenda milanese del Ricci.

 

 

Una cartolina una storia - a cura di Franco Poggiali e Bianca Rosa Bellomo

Il libro rievoca uno storico pellegrinaggio di un gruppo di fiorentini alla tomba di Dante che si svolse nel 1902. Il racconto è corredato dalle immagini di una preziosa collezione fotografica, in prevalenza composta da cartoline dell’epoca.

È il racconto di un’incantevole gita da Firenze a Ravenna scritto da Cesira Pozzolini Siciliani nella smagliante e pittoresca prosa toscana di inizio Novecento.

L’occasione è una commemorazione di Dante nel sesto centenario del suo esilio da Firenze.

A Ravenna fa gli onori di casa Corrado Ricci, cicerone impeccabile dei partecipanti, il quale descrive in modo appassionato le meraviglie culturali e storiche della sua Ravenna.

I Fiorentini decidono di fare ammenda per l’antico torto subìto dal sommo Poeta, promettendo di alimentare perennemente la lampada ad olio sulla sua tomba.

 

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