Collana: Sìmata
Autore: Claudio De Palma / Franca Raggi
Titolo: Sotto il segno di Turan dea dell'amore 
Prezzo: € 28,00

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In quest'opera abbiamo raccontato quanto si sa o si può ricostruire, anche ricorrendo un po' alla fantasia, delle fasi della preistoria e protostoria dell'ethnos etrusco nelle sue sedi primitive in Asia Minore, nell'Egeo e di qui in Sardegna e in Italia.  I confronti istituiti nei campi soprattutto culturali in genere e del costume e della religione in particolare, sembrano non lasciare dubbi su una provenienza dall'Oriente dei progenitori degli Etruschi stanziati in Italia in età storica.

Vogliamo dare al lettore un'ultima immagine a testimonianza di quanto siamo venuti esponendo finora, e cioè una testina in terracotta da Creta, oggi al Museo di Iràklion, e un bronzetto nuragico sardo da Decimoputzu (Cagliari), oggi al Museo di Cagliari, che raffigurano ambedue un guerriero con copricapo piumato, corrispondente alle immagini sulle pareti del monumento a Ramesse III di Medinet Habu a Tebe in Egitto, che raffigurano i guerrieri Teresh/Tursha (Tirreni) e Pelesci (Pelasgi) fra i Popoli del Mare, del Nord e delle Isole che assalirono l'Egitto ai tempi dei Faraoni Merneptah e Ramses III, cioè tra la fine del XIII e l'inizio del XII secolo aC.

Si tratta evidentemente di guerrieri appartenenti a uno stesso ethnos o per lo meno allo stesso strato culturale, quello presente nell'area egea e anatolica occidentale prima dell'arrivo dei Greci micenei.  La stessa immagine ce la danno una figura cipriota in avorio di guerriero armato di ascia, l'arma tipica dei Tirreni d'Asia e anche dei Tirreni d'Italia di età arcaica, e una immagine ricavata in una pietra di steatite nera usata come sigillo, pure da Cipro, ambedue con copricapo piumato. Le testimonianze archeologiche formano così un quadro storico evidente: popolazioni egeo-anatoliche partecipi del grande sommovimento che nel XIII e XII secolo portò alla distruzione degli imperi mediterranei di secondo millennio, da quello ittita a Troia al regno di Arzawa a Cipro, a Ugarit e agli altri regni del Levante, assalendo da ultimo perfino l'Egitto.  La loro presenza a Cipro coincide con quanto ci raccontano gli archivi ittiti ed egizi, la loro presenza a Creta coincide con quanto ci dice Omero nel libro XIX dell'Odissea, verso 177, quando menziona tra i popoli abitanti Creta dalle cento città anche i "divini Pelasgi", e infine la loro presenza in Sardegna coincide con quanto ci dicono le più tarde fonti storiografiche greche, sulla presenza di Tirreni in quell'isola nel primo millennio aC., tappa obbligata sulla lunga rotta che portò i Tirreni dalle coste anatoliche a quelle dell'Esperia.

Claudio de Palma