È una tipica giornata londinese, con un cielo carico di nuvole minacciose, una piacevole brezza e uno squarcio di sole che accende i colori della rigogliosa vegetazione di Battersea Park. In questa cornice, seduta davanti al delizioso stagno, siede Bella Lane, ricamatrice professionista originaria di Iquitos, nella Foresta Amazzonica peruviana, e residente a Londra da quindici anni.
Nel 2009 si è diplomata alla Royal School of Needlework, dopo un apprendistato di tre anni. Già durante gli studi, il suo straordinario talento non è passato inosservato, permettendole di ottenere diversi premi. Da allora si è dedicata al ricamo a tempo pieno, facendone una vera e propria professione: collabora come freelance con designer, stilisti e clienti privati, tiene lezioni sia di gruppo che individuali e si occupa di restauro di ricami antichi. Da poco collabora inoltre con il performer peruviano José Navarro in qualità di costumista teatrale, aggiungendo così una nuova specializzazione al proprio curriculum.
Oggi la sua agenda è particolarmente piena; mi racconta che l’indomani, per esempio, terrà una lezione a una duchessa. Ambasciatori, principi e altri aristocratici, sia inglesi sia stranieri, la contattano spesso, infatti, per imparare qualche segreto del ricamo o per farle completare abiti preziosi. Da anni collabora anche con la stilista inglese Zandra Rhodes che, dopo aver visto i suoi lavori esposti alla mostra allestita in seguito al diploma, ha cominciato ad affidarle i lavori più delicati, quelli che il suo staff non sarebbe in grado di affrontare.
Nel 2013, la sua dedizione nel trasmettere l’arte del ricamo l’ha portata ad aprire il London’s Embroidery Club, attraverso cui tiene molte delle proprie lezioni. Mi spiega che in Gran Bretagna il ricamo è particolarmente apprezzato e persone di ogni età vorrebbero apprenderlo, chi per il proprio piacere personale, chi per farne una professione. Sono infatti numerosi i giovani artisti e designer che si avvicinano a questa arte, per poterla poi sfruttare anche in ambito lavorativo.
Nonostante la sua vita a Londra sia così intensa, l’amore per il proprio paese e per la cultura indigena spicca tuttavia continuamente nelle parole di Bella, il cui sogno principale è di poter tornare a stabilirsi in Perù fra qualche anno. Il suo sguardo e i suoi progetti sono infatti rivolti alla sua patria e al suo popolo che vanta una lunga tradizione di ricamo, ma che purtroppo non è stata salvaguardata col passare delle generazioni. Bella mi confida che desidera aprire una vera e propria scuola a Lima, dove tenere un corso altamente specializzato in ricamo come quello da lei frequentato a Londra e poter quindi dare una possibilità a chi, in Perù, condivide con lei questo talento e non ha ancora avuto modo di farlo emergere.
Già pensando a questo progetto a lungo termine, nel 2011 ha creato insieme alla sorella Manos Amazónicas, un’impresa tessile volta a promuovere l’arte e la cultura artigianale amazzonica a livello nazionale e internazionale. Durante una visita alla famiglia, ha deciso insieme alla sorella di tenere un workshop di due giorni per le persone della zona e insegnare loro alcuni punti base della tecnica arpillera, che usa ritagli di stoffa riciclata per creare composizioni colorate. Da allora, ogni anno cerca di tornare e ripetere l’esperienza. Dai lavori prodotti vengono poi ricavati portamonete e cuscini, venduti ai turisti attraverso una ONG.
Ancora a Lima volge il suo sguardo per il futuro: fra due anni vorrebbe portarci una sua mostra di piccoli pezzi sull’epoca del vicereame spagnolo in Perù. Senza per questo lodare la colonizzazione, Bella parla dei bellissimi abiti francesi delle spose dei signori spagnoli, che portarono nel paese eleganza e glamour e che influenzarono fortemente la cultura locale. Vorrebbe dunque far conoscere quest’epoca storica così importante per il proprio Paese, proprio attraverso il ricamo, che lei stessa definisce un linguaggio attraverso cui collegarsi alle culture altre.
In appena un paio d’ore sono stata completamente contagiata dalla passione di Bella e vorrei partire anch’io per Iquitos, per assistere a un workshop di arpillera insieme ai suoi studenti della Foresta Amazzonica. Per ora dovrò però accontentarmi dei suoi racconti, che porto a casa con me, e di qualche foto.
Serena











